Il Pinot nero è il vitigno più diffuso nell’Oltrepò Pavese. A confermarlo sono i dati della nuova mappa vinicola del territorio, realizzata da Alessandro Masnaghetti per il Consorzio tutela vini e presentata al teatro Garavani di Voghera. La fotografia aggiornata della viticoltura oltrepadana evidenzia il sorpasso sulla Croatina, storicamente legata alla produzione della Barbera.
La distribuzione delle coltivazioni
La zona Doc e Docg dell’Oltrepò Pavese comprende 40 Comuni e si estende su circa 41mila ettari. La superficie è circa sei volte quella del Barolo, poco inferiore a quella del Chianti Classico e doppia rispetto alla Franciacorta. I vigneti occupano complessivamente circa 11.500 ettari: il 90% si trova tra i 100 e i 350 metri di altitudine, mentre soltanto il 2% supera quota 450 metri.
Il Pinot nero copre 2.903 ettari, pari al 25,2% della superficie vitata complessiva. Segue la Croatina con 2.797 ettari, il 24,3%, quindi la Barbera con 1.528 ettari, il 13,3%. Il Pinot grigio raggiunge 1.395 ettari, il 12%, mentre il Riesling occupa 1.029 ettari, l’8,9%, e il Moscato 815 ettari, il 7%. Nel caso del Riesling, 117 ettari sono della varietà Renano e la parte restante dell’Italico.
Le aree di maggiore presenza
Secondo l’analisi di Masnaghetti, le vigne sono concentrate soprattutto nella parte centrale e orientale dell’Oltrepò. Il Pinot nero presenta una maggiore presenza nella valle Scuropasso e nelle valli Coppa e Versa. La Croatina è invece particolarmente diffusa nell’area orientale, tra Montù Beccaria, San Damiano e Rovescala, dove la disponibilità d’acqua favorisce le esigenze di questo vitigno. La Barbera ha una distribuzione più frammentata sul territorio.
Montalto Pavese è il Comune con la maggiore superficie coltivata a Pinot nero: qui si concentra il 10,7% dell’estensione complessiva del vitigno nell’Oltrepò, che rappresenta il 65% della superficie vitata comunale. Seguono Montecalvo Versiggia e Borgo Priolo, entrambi al 7,9%. Per la Croatina il primato spetta a Santa Maria della Versa, con il 10,6% dei vitigni della denominazione, davanti a Rovescala e Montù Beccaria, entrambi al 10,3%.
Montù Beccaria registra anche la maggiore presenza di Barbera, con l’11,4% della superficie del vitigno, mentre Santa Maria della Versa è in testa per il Pinot grigio, con l’11,5%. Per il Riesling il dato più alto è quello di Montalto Pavese, dove si concentra il 15,9% della superficie complessiva.
Le quattro valli
La mappa suddivide il territorio nelle quattro principali valli oltrepadane: Staffora, Coppa, Scuropasso e Versa. Le aree corrispondono alle Menzioni geografiche aggiuntive previste dal nuovo disciplinare del Metodo Classico Docg, destinato ad assumere il nome Classese. La valle Versa è quella con la maggiore superficie e densità vitata: i vigneti occupano il 47,5% del territorio della vallata, con una prevalenza di Croatina, al 31,2%, e Pinot nero, al 19,3%.
La valle Scuropasso ha una densità vitata del 42,6%, con le coltivazioni concentrate soprattutto tra i 100 e i 360 metri. In val Versa le vigne possono invece raggiungere anche quota 500 metri. La valle Coppa è la più estesa delle quattro e copre il 34% dell’intera denominazione. La valle Staffora, infine, presenta la densità vitata più bassa, pari al 6%, ma il Pinot nero rappresenta oltre il 26% delle varietà coltivate, una quota inferiore a quella della valle Coppa e superiore a quella della val Versa.