Le esportazioni di vino della provincia di Pavia sono aumentate da 25,2 a 40,2 milioni di euro tra il 2021 e il 2025. La crescita complessiva, vicina al 60%, corrisponde a un incremento medio annuo del 9,5%, quasi sei volte superiore al dato nazionale del settore, fermo all’1,6% nello stesso periodo.
I numeri sono contenuti nel rapporto strategico Visione Vino 2026 – Radici profonde, sguardo lontano, realizzato da TEHA Group e presentato durante la seconda giornata del Forum della Community Visione Vino, al Teatro Valentino Garavani di Voghera. L’analisi descrive la rilevanza della filiera pavese, nella quale il 99% delle imprese attive nel comparto delle bevande opera nella produzione di vino.
Una filiera legata al Pinot Nero
Con oltre 11.500 ettari di vigneti, l’Oltrepò Pavese è la principale area vitivinicola della Lombardia per estensione coltivata e rappresenta il 48% della produzione regionale. Il territorio è inoltre la prima area italiana per il Pinot Nero, con circa 3.000 ettari dedicati al vitigno, pari al 29% della superficie nazionale.
Nel 2025 la produzione di spumante ha raggiunto circa 19mila ettolitri, quasi il doppio rispetto ai 10mila ettolitri degli anni precedenti. Nel percorso di valorizzazione rientra anche il nuovo disciplinare del Metodo Classico DOCG, che ha rilanciato il nome storico Classese con l’obiettivo di rafforzare la riconoscibilità del Pinot Nero dell’Oltrepò sui mercati italiani e internazionali.
Conoscenza del territorio e turismo
Secondo la ricerca della Community Visione Vino, l’83% dei consumatori italiani intervistati dichiara di conoscere l’Oltrepò Pavese, mentre solo il 58% afferma di conoscere i vini prodotti nella zona. Il divario di 25 punti percentuali indica, per TEHA Group, un margine di sviluppo nella promozione delle denominazioni locali.
L’interesse per il turismo enogastronomico appare significativo: il 72% del campione si dichiara interessato a visitare il territorio attraverso un itinerario che unisca vino e cultura. Il 23% vorrebbe farlo nei successivi 12 mesi e il 49% in un futuro prossimo, mentre un ulteriore 18% manifesta interesse ad approfondire questa possibilità.
Il rapporto indica nell’enoturismo uno strumento per collegare la conoscenza del territorio a quella delle sue produzioni, favorendo il contatto tra consumatori, cantine e luoghi di origine. La prospettiva suggerita è integrare promozione commerciale, identità territoriale e accoglienza per trasformare la crescita delle esportazioni in maggiore valore per la filiera.
Un ulteriore elemento riguarda la domanda regionale. Le famiglie delle aree di Lecco, Pavia e Milano spendono mediamente per il vino rispettivamente 248, 239 e 236 euro, a fronte di una media italiana di 148 euro. Il Consorzio Classese Oltrepò Pavese riunisce 150 aziende direttamente associate e conta centinaia di soci indiretti; la produzione coinvolge circa 11.539 ettari e raggiunge complessivamente 25 milioni di bottiglie all’anno. Dal 2025 il consorzio utilizza il marchio Classese per il Pinot Nero nella tipologia DOCG Metodo Classico. Il dato sull’export comprende tutte le tipologie di vino esportate dalla provincia di Pavia, inclusi vino sfuso, IGP e DOC/DOCG.