La scomparsa di Franco Baresi, ex bandiera del Milan e della Nazionale italiana, avvenuta a 66 anni, segna la fine di un’epoca nel mondo del calcio. In un contesto sportivo dove le bandiere sono sempre più rare e i campioni cambiano squadra con facilità, la sua figura rimane uno dei simboli più riconoscibili non solo del club rossonero, ma dello sport italiano in generale.
Baresi ha dedicato la sua intera carriera al Milan, entrando nel vivaio del club e rimanendo per vent’anni con la stessa maglia. Ha ricoperto il ruolo di capitano per quindici anni, dimostrando una fedeltà quasi irripetibile, anche durante i momenti difficili, come le stagioni in Serie B. Questa scelta, oggi, appare quasi rivoluzionaria.
Un difensore leggendario
Considerato uno dei difensori più forti di sempre, Baresi è stato protagonista del grande Milan di Arrigo Sacchi, conquistando un palmarès impressionante: sei scudetti e tre Coppe dei Campioni, guadagnandosi il rispetto di tifosi e avversari. Con la Nazionale, ha collezionato 81 presenze e ha avuto l’onore di essere il capitano dell’Italia ai Mondiali del 1994.
Solo pochi mesi fa, Baresi aveva avuto l’onore di essere l’ultimo tedoforo durante la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, entrando a San Siro insieme al suo storico rivale e amico Beppe Bergomi. Quest’immagine assume oggi un significato ancora più profondo.
Il Milan ha voluto omaggiare Baresi con una frase che racchiude il sentimento di questi momenti: “Abbiamo perso un battito del nostro cuore”. La sua eredità nel calcio e nella storia del club rimarrà indelebile.