La Corte d’Appello di Milano ha confermato le 23 assoluzioni per i militanti di estrema destra accusati di manifestazione fascista, in relazione ai saluti romani eseguiti durante il corteo commemorativo per Sergio Ramelli del 29 aprile 2019. I giudici hanno stabilito che “il fatto non sussiste”, ritenendo che le azioni dei giovani partecipanti non potessero essere considerate come una condotta idonea alla ricostituzione del partito fascista.
Il corteo, che si tiene ogni anno per rendere omaggio al 19enne del Fronte della Gioventù assassinato nel 1975 da Avanguardia Operaia, ha visto la partecipazione di circa 1000 giovani, i quali hanno risposto al presente con il saluto romano. I giudici hanno sottolineato che tali gesti avevano una valenza commemorativa e non rappresentavano un pericolo per l’ordinamento costituzionale.
La Procura aveva presentato ricorso contro le assoluzioni nel aprile 2025, dopo una sentenza di primo grado emessa nel novembre 2024, chiedendo pene tra i 2 e i 4 mesi sulla base della Legge Scelba. Tuttavia, i giudici della nona penale hanno ritenuto che non ci fossero elementi sufficienti per giustificare le condanne.
Processi e sentenze a Milano
Questa sentenza si inserisce in un contesto di processi sui saluti romani che hanno avuto esiti variabili nel corso degli anni a Milano. Nel dicembre 2025, la quarta sezione della Corte d’Appello aveva confermato 13 condanne a 4 mesi per altri militanti di estrema destra, sempre per manifestazione fascista, in un corteo del 2018 per Ramelli. In quel caso, i giudici avevano accolto la posizione della procuratrice generale Olimpia Bossi, che aveva evidenziato il pericolo rappresentato da tali parate.
Le difese dei condannati del 2018 hanno già presentato ricorso alla Suprema Corte, con un’udienza fissata per il 22 ottobre. Le motivazioni per il processo del 2019 saranno depositate entro 90 giorni.