Il grido d’allarme sul riso pavese e italiano giunge anche al Parlamento europeo. A Bruxelles, una delegazione di Confagricoltura ha evidenziato il rischio che il 2026 venga ricordato come uno degli anni peggiori per i risicoltori. Da un lato, la scarsità d’acqua e le temperature elevate stanno mettendo a dura prova la produzione; dall’altro, l’aumento delle importazioni di riso in Italia e nei Paesi dell’Unione Europea, in particolare dal Sud Est asiatico, ha causato un crollo del 40% del prezzo del risone.
Previsioni meteo e costi di produzione
Le previsioni meteo internazionali e di medio-lungo periodo indicano l’avvento del Niño, o di una sua nuova versione, con temperature torride previste per diverse settimane. Questo scenario si aggiunge a un significativo aumento dei costi di produzione, dovuto all’impennata dei prezzi dei fertilizzanti e dell’energia.
In questo contesto, molti risicoltori stanno considerando di investire in colture alternative, che risultano meno costose da produrre. La situazione è critica e, secondo Confagricoltura, è fondamentale che le istituzioni intervengano con urgenza per garantire la reciprocità nelle regole commerciali europee.