Abusi edilizi

Tre dipendenti comunali sotto procedimento per abusi edilizi non trattati

Trentasei pratiche di presunti abusi edilizi accantonate nel settore Urbanistica.

Trentasei pratiche relative ad altrettanti presunti abusi edilizi hanno “dormito” per anni nel segreto di un armadio a palazzo Saglio, sede del settore Urbanistica. Adesso tre dipendenti comunali sono stati sottoposti a procedimento disciplinare proprio per questi fatti.

L’annuncio del sindaco

A darne notizia, nel corso dell’ultima seduta di Consiglio comunale, è stato il sindaco Michele Lissia, che ha anche la delega all’Urbanistica. Il primo cittadino rispondeva a una instant question di Nicola Niutta, capogruppo di Fratelli d’Italia. L’anomalia nella gestione delle pratiche era emersa, a fine estate 2025, in seguito a una lettera anonima che parlava di pratiche insabbiate. Il segretario generale, Mario Spoto, aveva chiesto al dirigente di settore, Giovanni Biolzi, di fare un approfondimento.

Le indagini e il sequestro

Al termine degli accertamenti, lo scorso mese di febbraio, era emerso che effettivamente esisteva una sorta di “armadio dei sospesi” all’interno del quale si trovavano pratiche edilizie riguardanti presunti abusi. Gli atti fanno riferimento a un periodo compreso tra il 2011 e il 2018. Il segretario generale aveva immediatamente avvisato la Procura della Repubblica di Pavia e il magistrato a cui era stato affidato il fascicolo aveva disposto il sequestro della documentazione. Per questa ragione, al momento non si è ancora provveduto alle eventuali demolizioni, proprio perché gli incartamenti riguardanti gli abusi si trovano ancora nella disponibilità dell’autorità giudiziaria di Pavia. Il Comune ha chiesto di averne una copia, ma al momento da palazzo di giustizia non sarebbero arrivate risposte.

Nelle 36 pratiche “dormienti” sarebbero contenute sia violazioni non particolarmente gravi, sia episodi decisamente più preoccupanti. Si parla, ad esempio, di un fabbricato da 5.300 metri cubi realizzato in via Cesare Correnti e privo dei necessari titoli edilizi. Il caso arrivò all’esame degli sportelli dell’Urbanistica nel 2018 per poi terminare nell’archivio dei sospesi e non essere più preso in considerazione.

Naturalmente, oltre all’attività della Procura che ha come obiettivo quello di verificare eventuali responsabilità penali, il segretario generale ha dato avvio anche a una serie di accertamenti interni. Nell’immediatezza dei fatti fu raccolta la testimonianza di sei dipendenti che avevano avuto a che fare con le pratiche fantasma. Ora, in Consiglio comunale, il sindaco Lissia ha annunciato che tre dipendenti sono stati sottoposti a procedimento disciplinare. Non sono stati fatti i nomi dei lavoratori né sono stati forniti dettagli ulteriori anche in considerazione che la vicenda è all’attenzione della Procura. Bisognerà dunque attendere ancora per sapere le motivazioni che hanno portato alla creazione dell’armadio dei sospesi.