In estate, alcuni luoghi della città acquistano un valore diverso, diventando punti di riferimento per chi cerca sollievo dal caldo. È il caso delle vedovelle e delle Case dell’Acqua di Milano, che non sono solo fontanelle, ma una vera e propria rete di ristoro che accompagna la città da oltre un secolo.
Milano vanta oltre 670 fontanelle pubbliche e 54 Case dell’Acqua distribuite nei nove municipi. Questi punti di accesso all’acqua fresca sono un patrimonio spesso sottovalutato, ma fondamentale per residenti, lavoratori e turisti, che possono trovare acqua potabile gratuitamente in quasi ogni quartiere.
Storia e simbolismo delle vedovelle
Le storiche vedovelle sono uno dei simboli più riconoscibili della città. Il loro nome deriva dal filo d’acqua che scorre ininterrottamente, evocando l’immagine del pianto di una vedova. Altre persone le chiamano “draghi verdi”, in riferimento al bocchettone in ottone che ricorda i doccioni del Duomo e al loro caratteristico colore verde. La prima fontanella di questo tipo apparve alla fine dell’Ottocento e l’acqua che sgorga è la stessa che arriva nelle abitazioni dei milanesi, sottoposta agli stessi rigorosi controlli di qualità.
Accanto a questa tradizione, le Case dell’Acqua offrono un servizio innovativo: è possibile riempire gratuitamente borracce e bottiglie con acqua liscia o frizzante. Questo servizio ha contribuito a ridurre l’uso della plastica monouso, trasformando un gesto quotidiano in una scelta più sostenibile.
Un cambiamento nelle abitudini
Il cambiamento climatico si misura anche attraverso le abitudini delle persone. Sempre più cittadini escono di casa con una borraccia nello zaino, cercano percorsi all’ombra e conoscono la vedovella più vicina, proprio come un tempo si conosceva il bar di fiducia. Le fontanelle in ghisa, nate oltre centotrent’anni fa per garantire acqua potabile a tutti, raccontano ancora molto della Milano di oggi. Una città in evoluzione, che continua a trovare nelle sue infrastrutture più semplici risposte concrete alle nuove sfide climatiche.