Mentre proseguono le verifiche sulle conseguenze ambientali dell’incendio nel deposito Brt di Bovisa, l’attenzione si concentra sulla qualità dell’aria. Arpa Lombardia ha installato nella notte un campionatore ad alto volume per cercare eventuali tracce di diossine, furani e idrocarburi policiclici aromatici. I primi rilievi effettuati sul posto non hanno evidenziato valori critici degli inquinanti misurabili nell’immediato, ma i risultati delle analisi di laboratorio sono attesi nelle prossime ore.
In via precauzionale, il Comune di Milano e Ats hanno disposto alcune limitazioni nell’area più vicina all’incendio: è consigliato evitare attività all’aperto, non utilizzare ortaggi coltivati in balconi o orti e tenere chiusi gli spazi esterni di nidi e scuole nel raggio indicato dalle autorità.
Polemiche politiche e richieste di sicurezza
Sul fronte politico non mancano le polemiche. La Lega attacca Palazzo Marino sostenendo che il restringimento del cavalcavia Bacula avrebbe rallentato l’arrivo dei mezzi di soccorso, mentre i sindacati dei trasporti chiedono un incontro urgente con Brt per fare piena luce sulle cause del rogo, garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro e tutelare l’occupazione in vista della probabile sospensione delle attività.
Questo incendio riporta inevitabilmente al centro il tema della sicurezza industriale e del monitoraggio ambientale. Proprio alla vigilia del cinquantesimo anniversario del disastro di Seveso, la Regione Lombardia – che ha anche dedicato un convegno a quella tragedia – ricorda come cambiò per sempre la normativa europea sugli impianti a rischio. Un richiamo storico diverso per cause e dimensioni, ma che sottolinea quanto prevenzione, controlli e trasparenza restino elementi centrali ogni volta che un incidente industriale coinvolge il territorio.