Pieve del Cairo si è svegliata con i segni di un assalto alla filiale della Banca Popolare di Novara, gruppo Banco Bpm, in via Roma, all’angolo con via Pelizza. Nella notte tra sabato e domenica una banda ha preso di mira lo sportello automatico dell’istituto utilizzando la tecnica della marmotta, un ordigno esplosivo inserito nella fessura dell’Atm per raggiungere il vano delle banconote.
Secondo la ricostruzione, i malviventi sono riusciti a impossessarsi di circa 10mila euro, denaro reso inutilizzabile o riconoscibile dall’inchiostro antirapina. Le telecamere hanno ripreso tre persone, con il volto coperto dal cappuccio, mentre si allontanavano a bordo di un’auto nera. L’esplosione ha danneggiato il locale dello sportello e disseminato schegge di vetro e frammenti sul marciapiede di via Pelizza, fino alla carreggiata.
Indagini sull’assalto
All’alba la porta del locale era ancora spalancata e sull’asfalto bagnato restavano evidenti i segni del colpo. Gli accertamenti sono affidati agli investigatori, che dovranno analizzare le immagini di videosorveglianza e verificare eventuali collegamenti con gli altri episodi registrati negli ultimi mesi tra il Pavese e il sud Milano. L’ipotesi già emersa in precedenza è quella di una regia comune, nonostante l’impiego di tecniche differenti.
Il 13 settembre era stato preso di mira lo sportello della Banca Agricola Mantovana a Zibido San Giacomo: anche in quel caso il bancomat era stato fatto esplodere, ma i responsabili non erano riusciti ad aprire il vano del denaro. A fine agosto, nell’arco di tre giorni, si erano verificati cinque episodi tra Vigevano, Cozzo, Bereguardo e Alagna. A Vigevano era stato fatto saltare lo sportello Bper di corso della Repubblica, con un bottino di 30mila euro. A Cozzo erano stati colpiti il Postamat e il bancomat di Intesa Sanpaolo: dalla banca erano stati prelevati 36mila euro, mentre i 25mila euro del Postamat erano rimasti macchiati dall’esplosione.
Una sequenza iniziata nei mesi precedenti
Gli altri episodi avevano riguardato gli uffici postali di Bereguardo e Alagna. Nel primo caso i ladri avevano infranto il vetro senza riuscire a portare via nulla; nel secondo avevano trascinato fuori una cassaforte, abbandonandola poco dopo l’arrivo del Radiomobile di Vigevano. Ne era nato un inseguimento terminato a Sannazzaro de’ Burgondi, dove i fuggitivi avevano fatto perdere le proprie tracce.
La serie era iniziata a febbraio con l’ufficio postale di Sartirana. Tra maggio e giugno erano stati colpiti il Monte dei Paschi di Bressana Bottarone, la Bper di Canneto Pavese, il Banco Bpm di nuovo a Sartirana e il Monte dei Paschi di Vidigulfo. A Sartirana il bottino era stato di 4.500 euro. Il primo agosto era toccato alle Poste di Mornico Losana.
I dati dell’Ossif, l’osservatorio dell’Abi, inseriti nel rapporto 2025, indicano Pavia al decimo posto in Italia per numero di assalti in rapporto agli sportelli presenti, con due attacchi ogni cento Atm. In provincia, l’anno precedente, i tentativi erano stati quattordici. Per ridurre i rischi, Poste Italiane ha introdotto in alcune zone la disattivazione notturna degli sportelli, una minore disponibilità di contante, sistemi di macchiatura delle banconote e blindature antiesplosione. Resta la preoccupazione dei residenti che abitano sopra o vicino agli sportelli, esposti al pericolo e al rumore delle esplosioni.