La notte tra lunedì e martedì, un’operazione congiunta di Carabinieri e Polizia ha portato all’arresto di tre uomini al cimitero Monumentale di Pavia. I sospettati sono stati sorpresi mentre cercavano di portare via circa 400 chili di rame, tra pluviali e canaline. L’intervento è scattato dopo che gli agenti hanno individuato i movimenti all’interno dell’area cimiteriale.
Una sequenza di colpi
Il tentativo sventato rappresenta l’episodio più recente di una serie di furti che, nell’ultimo anno, hanno interessato il cimitero Monumentale di Pavia. A maggio le forze dell’ordine avevano denunciato a piede libero quattro persone, ritenute coinvolte nella rimozione di 45 metri di tubature e pluviali. Anche in quel caso l’obiettivo erano materiali in rame, facilmente asportabili ma capaci di provocare danni alle strutture.
A giugno era stato preso di mira un tempio cinerario che ospita quasi 7.000 cellette. Dopo l’estate, a settembre, si erano verificati altri furti ravvicinati, inducendo l’amministrazione comunale a intervenire sugli accessi alla struttura. In particolare, erano stati chiusi gli ingressi privi di telecamere situati in via Otto Marzo, via Veneroni e via Stafforini.
La videosorveglianza decisiva
Dall’inizio di ottobre si sono registrati ulteriori colpi. In uno degli episodi, i ladri hanno rimosso la copertura in rame di una cappella privata, causando danni per migliaia di euro. Il sistema di videosorveglianza, collegato in tempo reale con le sale operative delle forze dell’ordine, si è rivelato determinante per individuare l’ultimo tentativo.
I tre uomini, arrestati per furto aggravato in concorso, erano usciti dal cimitero con bidoni pieni di rame e avevano fatto nuovamente ingresso nell’area per recuperare altro materiale. Durante questo secondo passaggio sono stati bloccati in flagranza. Gli accertamenti hanno inoltre consentito di verificare che, per entrare, avevano forzato uno degli ingressi laterali. Le indagini dovranno ora chiarire eventuali collegamenti con gli altri episodi avvenuti nei mesi scorsi.