Emergenza idrica

Il Ticino in secca, la richiesta di ripulire l’alveo

Pier Vittorio Chierico sollecita azioni coordinate e aiuti all’agricoltura

Il Ticino in secca, la richiesta di ripulire l’alveo

Il caldo estremo e la prolungata mancanza di pioggia hanno ridotto drasticamente la portata del fiume Ticino, che nel territorio di Pavia si è prosciugato nel giro di poche settimane. Il livello particolarmente basso dell’acqua ha riportato alla luce problematiche già note e reso nuovamente visibili anche i resti dell’antico ponte Coperto, bombardato durante la Seconda guerra mondiale.

La situazione ha riacceso il dibattito sulla possibilità di utilizzare questa fase di secca per realizzare una profonda pulizia dell’alveo. A chiedere di intervenire è Pier Vittorio Chierico, appassionato di storia locale, che da anni richiama l’attenzione sulla necessità di approfittare dei periodi in cui il fiume presenta una portata ridotta per rimuovere ciò che riaffiora dal letto.

Competenze da chiarire

Uno dei nodi indicati riguarda l’individuazione dell’ente responsabile. La gestione della vita dei corsi d’acqua coinvolge infatti numerose realtà istituzionali e, secondo Chierico, non sempre risulta chiaro a chi spettino le diverse competenze. La richiesta è quindi di definire con precisione ruoli e responsabilità, così da valutare eventuali interventi di manutenzione nel tratto interessato.

La riduzione della portata è legata alle condizioni meteorologiche e alla crisi climatica, che sta accentuando gli effetti della scarsità d’acqua. L’assenza di precipitazioni e le temperature elevate stanno rendendo più fragile l’equilibrio dei fiumi, con conseguenze che non riguardano soltanto l’aspetto ambientale o la conservazione delle testimonianze storiche riemerse.

Le difficoltà del comparto agricolo

Chierico sollecita infine l’adozione di misure a tutela dell’agricoltura, il settore che più di altri sta affrontando le ricadute dell’emergenza climatica. La carenza d’acqua rappresenta infatti una difficoltà concreta per le attività agricole, mentre il dibattito sulla gestione del Ticino resta legato alla necessità di coordinare gli enti coinvolti e di individuare interventi compatibili con le condizioni del fiume.