Può la noia trasformarsi da esperienza negativa in uno spazio utile alla crescita? È il punto di partenza del lavoro di Silvana Sperati, educatrice e scrittrice che da trent’anni si occupa della formazione dei bambini nel suo agriturismo culturale di Montebello della Battaglia.
La natura contro il flusso continuo degli stimoli
Alla Fattoria delle ginestre, l’esperienza della natura viene proposta come alternativa a quella, straniante, legata all’uso continuo della tecnologia. In questo contesto, la noia non viene considerata soltanto uno stato negativo o un disvalore, ma può diventare uno spazio nel quale sviluppare immaginazione e capacità creative.
Quando il cervello non è più alimentato senza interruzione da stimoli esterni, come quelli prodotti dallo scrolling dei social, si apre una condizione diversa. Secondo l’impostazione alla base dell’attività di Sperati, proprio l’assenza di sollecitazioni continue può favorire un processo di elaborazione e rappresentare un fattore evolutivo essenziale.
Il gioco come strumento di apprendimento
Nel corso degli anni, alla struttura di Montebello della Battaglia sono passate intere generazioni di bambini. Con loro Sperati ha lavorato attraverso il gioco e la fantasia, mettendo in pratica le competenze maturate nella sua lunga collaborazione con Bruno Munari, artista e pioniere del design.
Munari ha unito creatività e rigore, elaborando anche un vero e proprio metodo di insegnamento. È da questa esperienza che prende forma un approccio basato sull’osservazione, sul fare e sulla possibilità di lasciare spazio all’inventiva, senza una sequenza ininterrotta di stimoli preconfezionati.
L’incontro con Silvana Sperati nasce proprio dall’esigenza di approfondire il valore di un’esperienza educativa che mette al centro la natura, il gioco e la fantasia. La Fattoria delle ginestre rappresenta il luogo nel quale questo percorso viene portato avanti da tre decenni, a contatto con bambini di generazioni diverse.