Si è conclusa senza la convalida dell’arresto la vicenda di un uomo fermato a Gravellona Lomellina con l’accusa di aver tentato di rubare un’auto. Il provvedimento era scattato dopo la chiamata al 112 del proprietario del veicolo, che aveva riferito ai carabinieri di aver bloccato personalmente il presunto ladro.
I militari della stazione locale erano intervenuti sulla base della ricostruzione fornita dal residente e dalla madre. Secondo quanto raccontato, la donna si trovava in casa quando avrebbe sentito il rumore di un’auto in fuga e si sarebbe affacciata alla finestra, temendo che potesse trattarsi della vettura del figlio. Avrebbe quindi visto una persona allontanarsi a bordo del veicolo.
La ricostruzione dei familiari
Avvisato dalla madre, il proprietario sarebbe sceso rapidamente dall’abitazione per intervenire. Ne sarebbe seguito un inseguimento: l’uomo a piedi avrebbe raggiunto l’auto e aperto la portiera. A quel punto, il presunto ladro avrebbe abbandonato il mezzo e tentato di scappare a piedi. Il residente ha riferito di averlo rincorso e di essere riuscito a bloccarlo, prima di chiamare il 112.
Sulla base delle testimonianze raccolte, i carabinieri avevano arrestato l’uomo e trasmesso gli atti alla procura. La vicenda è stata esaminata in tribunale a Pavia, dove il giudice ha valutato gli elementi disponibili per stabilire se esistessero i presupposti per convalidare il provvedimento.
I dubbi del giudice
L’arresto non è stato convalidato perché, secondo il giudice, gli elementi raccolti non erano sufficienti. Tra gli aspetti ritenuti problematici ci sarebbe innanzitutto il fatto che l’unica persona ad aver assistito alla scena sarebbe stata la madre del proprietario, mentre il figlio avrebbe raggiunto il veicolo solo in un secondo momento.
Dubbi avrebbero riguardato anche la sequenza temporale descritta dai due familiari. La donna avrebbe sentito l’auto sgommare, avvertito il figlio e gli avrebbe consentito di uscire di casa e inseguire a piedi il mezzo, riuscendo comunque a raggiungerlo. Una dinamica che non sarebbe stata ritenuta sufficientemente coerente.
Un ulteriore elemento è rappresentato dall’assenza di segni di effrazione sull’auto. Il proprietario aveva lasciato le chiavi all’interno del veicolo: di conseguenza, anche un eventuale tentativo di sottrazione non avrebbe richiesto necessariamente la forzatura della portiera. Infine, dalla perquisizione dell’uomo non sarebbero emersi altri elementi utili a collegarlo al presunto tentativo di furto.
Alla luce delle incongruenze sulla dinamica, delle tempistiche e della mancanza di riscontri materiali, il giudice ha quindi ritenuto non sufficienti gli elementi per convalidare l’arresto. La decisione riguarda la misura eseguita nell’immediatezza dei fatti e si basa sulla valutazione degli elementi disponibili in questa fase.