Indagini a Pavia

A Garlasco riaperta l’inchiesta sulla morte di Ferri

Il fascicolo, archiviato come suicidio, torna all’esame della Procura dopo sedici anni.

A Garlasco riaperta l’inchiesta sulla morte di Ferri

Nuovi sviluppi a Garlasco nell’inchiesta sulla morte di Giovanni Ferri, pensionato di 88 anni trovato senza vita nel 2010 all’interno di un’intercapedine in via Mulino. Il caso, inizialmente archiviato come suicidio, è stato riaperto dalla Procura di Pavia con l’ipotesi di omicidio volontario.

Il legale convocato in Procura

L’avvocato Fabrizio Gallo, che assiste la vedova della vittima, è stato convocato negli uffici giudiziari pavesi dal magistrato incaricato del fascicolo. A riferire la convocazione è stato lo stesso legale, intervenuto con i giornalisti all’esterno del tribunale.

Secondo la ricostruzione sostenuta dalla difesa della vedova, la morte di Ferri non sarebbe riconducibile a un gesto volontario. Gallo ha ribadito che, a suo giudizio, si tratterebbe di un omicidio. L’ipotesi resta al centro della nuova fase investigativa e dovrà essere verificata dagli accertamenti della Procura.

Gli accertamenti sulla dinamica

I periti incaricati dalla parte assistita dall’avvocato Gallo sono al lavoro per ricostruire quanto avvenne in via Mulino. Tra le attività annunciate c’è anche la realizzazione di una ricostruzione in 3D della scena, con l’obiettivo di approfondire la dinamica dei fatti e gli elementi già acquisiti nel procedimento.

La riapertura del fascicolo modifica il quadro giudiziario emerso dopo il ritrovamento del pensionato, ma non equivale a una conclusione sull’eventuale responsabilità di qualcuno. Saranno gli accertamenti disposti dagli inquirenti e le valutazioni dell’autorità giudiziaria a chiarire se vi siano elementi sufficienti per sostenere l’ipotesi di omicidio volontario.