Resta in carcere Mohammed Saidi, il ventisettenne accusato di aver sfregiato al volto una ragazza di 22 anni nella stazione Duomo della metropolitana. La giovane ha ricostruito davanti agli investigatori i drammatici attimi dell’aggressione. Stava parlando con un’amica quando l’uomo si è avvicinato, convinto che lo stesse fissando. Dopo averla insultata in arabo, ha iniziato a sputarle addosso, spingerla e colpirla con un pugno.
Quando la ragazza ha minacciato di chiamare la polizia, Saidi le avrebbe sferrato un fendente al volto. La ventiduenne ha raccontato di aver perso molto sangue e di aver temuto per la propria vita. Gli agenti della Polizia locale, impegnati in un servizio nella metropolitana, sono riusciti a rincorrere e bloccare il presunto aggressore poco dopo l’episodio.
Le accuse e le indagini
La Procura contesta a Saidi lo sfregio permanente al viso, oltre alla resistenza e al porto abusivo dell’arma. Al momento non è stata contestata l’aggravante dell’odio religioso, nonostante alcuni testimoni abbiano riferito di averlo sentito pronunciare la frase “Sono un uomo e sono musulmano”. Gli inquirenti stanno svolgendo ulteriori verifiche e le persone presenti saranno risentite.
Intanto, il giudice ha disposto la custodia cautelare in carcere per il ventisettenne. Due giorni dopo, nel quartiere Giambellino, si è verificato un altro episodio di violenza. Una donna di 45 anni è stata accoltellata nel cortile del palazzo dove vive da un vicino di casa di 55 anni. Secondo la ricostruzione della polizia, tutto sarebbe iniziato con alcuni insulti, per poi degenerare rapidamente.
Un clima di violenza crescente
La quarantacinquenne è stata colpita alle braccia e all’addome ed è stata trasportata in ospedale in codice giallo. L’aggressore è stato arrestato con l’accusa di lesioni aggravate. Dopo l’accaduto, i figli della vittima, di 18 e 20 anni, hanno cercato di raggiungere l’appartamento del presunto responsabile e sono stati denunciati per aver tentato di sfondarne la porta. Questi due episodi distinti riportano l’attenzione su una crescente violenza che si manifesta in luoghi pubblici e contesti di vita quotidiana.