Un grave incidente sul lavoro ha portato alla morte di Gianvittorio Carlin, un saldatore di 56 anni di Sannazzaro, avvenuto il 25 ottobre 2022 durante la manutenzione della caldaia 2 del termovalorizzatore di Parona. La procura di Pavia ha avviato un’inchiesta e ha chiesto il rinvio a giudizio per 17 persone e cinque società coinvolte, accusandole di omicidio colposo aggravato per violazione delle norme di sicurezza sul lavoro.
Le circostanze dell’incidente
Secondo le indagini condotte dalla pm Diletta Balduzzi, la morte di Carlin sarebbe stata causata da una serie di errori e omissioni nella gestione della sicurezza. Il saldatore stava sostituendo un tronchetto della tubazione per il trasporto delle sabbie esauste quando un giunto saldato ha ceduto, provocando la caduta di un pesante tratto della condotta che lo ha colpito alla testa. La situazione è stata ulteriormente complicata dalla fuoriuscita del materiale contenuto nella tubazione, che ha reso impossibile ogni tentativo di soccorso.
La procura ha evidenziato che l’incidente non era imprevedibile, citando un precedente cedimento avvenuto sulla stessa linea nel febbraio 2022. Questo episodio avrebbe dovuto indurre a una rivalutazione delle condizioni dell’impianto e a interventi strutturali, ma sono state adottate solo soluzioni manutentive ritenute insufficienti.
Le responsabilità coinvolte
Per la società committente, Lomellina Energia S.r.l. (ora A2A Ambiente S.p.a.), sono stati richiesti rinvii a giudizio per Paolo Angeloni, Michelangelo Colombo, Riccardo Frassoni, Maurizio Melileo e Luca Rota. L’accusa sostiene che non sia stata effettuata un’adeguata analisi dei rischi e che ci sia stata una mancanza di coordinamento tra le imprese coinvolte.
Inoltre, per Samec S.p.a. Costruzioni Meccaniche, risultano indagati Laura Morandi, Marco Arienti e Francesco Fasoli per presunte criticità nella progettazione dell’impianto. Anche Saro S.r.l. e F.G. s.n.c. sono coinvolte nell’inchiesta, con accuse relative a carenze nei controlli delle lavorazioni e nella qualità delle saldature. Infine, per Simic S.p.a., impresa esecutrice dei lavori, sono indagati Ferruccio Boveri, Alessandro Chiari, Danilo Giglio, Elia Rosso e Stefano Quarzo, accusati di aver adottato procedure pericolose durante l’intervento.