Carcere minorile

Emergenza carcere minorile: il Beccaria tra difficoltà e speranze

Il carcere Beccaria di Milano affronta il sovraffollamento e la mancanza di spazi educativi.

Emergenza carcere minorile: il Beccaria tra difficoltà e speranze

Il carcere che dovrebbe educare, oggi fatica a garantire gli spazi necessari per farlo. Questa è l’immagine che emerge dalla visita al carcere minorile Beccaria di Milano, promossa da Antigone nell’ambito dell’Alleanza per l’articolo 27, un’iniziativa volta a riportare l’attenzione sulle condizioni delle carceri italiane. Alla visita hanno partecipato, tra gli altri, l’arcivescovo Mario Delpini e alcuni consiglieri regionali.

La prima criticità riscontrata è il sovraffollamento, accompagnato dalla carenza di ambienti dedicati allo studio, alla formazione e al recupero dei ragazzi. Alcuni spazi, come la piscina e altre sale comuni, risultano ancora chiusi a causa di problemi di manutenzione.

Situazione di tensione e cambiamento

La tensione all’interno del carcere non è scomparsa. Si continuano a verificare episodi di violenza, con materassi incendiati e rivolte contro la polizia penitenziaria. Nelle ultime settimane sono stati registrati anche due tentativi di suicidio, segno di una situazione critica.

Tuttavia, accanto a queste difficoltà, emerge un segnale di cambiamento. La nuova direzione del Beccaria sta cercando di riportare la struttura alla sua funzione educativa. La risposta che si chiede alla Regione è un’altra: è fondamentale investire in comunità educative e strutture di recupero, per offrire ai minori un’alternativa concreta alla detenzione e favorirne il reinserimento.