In questo scorcio di stagione, i boschi della fascia collinare e montana dell’Oltrepo Pavese stanno vivendo un momento d’oro grazie alle abbondanti piogge e ai recenti temporali estivi, che hanno portato a un vero e proprio boom di funghi, in particolare di porcini. Questa abbondanza ha attirato centinaia di appassionati nella Valle Staffora e nelle aree limitrofe. Tuttavia, la frenesia della raccolta ha portato molti cercatori a confrontarsi con le forze dell’ordine e con normative spesso ignorate o sottovalutate.
Controlli e sanzioni
Negli ultimi giorni, i controlli lungo le dorsali appenniniche sono stati intensificati, portando all’emissione di oltre una decina di verbali a carico di raccoglitori sorpresi in violazione delle normative vigenti. Le pattuglie hanno concentrato le loro attività di verifica soprattutto nelle aree più frequentate, prestando particolare attenzione ai fitti boschi attorno alla frazione di Pietragavina e in tutto il comprensorio di Varzi.
I controlli hanno rivelato diverse irregolarità. Molte sanzioni sono state emesse per la mancanza del tesserino di autorizzazione e per il mancato rispetto dei quantitativi massimi giornalieri previsti dal regolamento. Inoltre, è stata riscontrata la mancata pulizia dei funghi sul posto, un’azione fondamentale per garantire la dispersione delle spore necessarie alla riproduzione e alla salvaguardia del sottobosco.
La situazione è ulteriormente complicata dalla presenza di severe prescrizioni legate alla prevenzione e al contenimento della peste suina nella fascia dell’Alto Oltrepo. Molti verbali emessi nella zona di Pietragavina riguardano l’inosservanza dei protocolli di biosicurezza, con raccoglitori sorpresi privi del kit essenziale previsto dalle ordinanze, che include una boccetta di disinfezione e scarpe di ricambio da indossare prima di allontanarsi dai percorsi boschivi.
Il passaggio nei sottoboschi può infatti portare il virus a attaccarsi alle suole tramite il fango e il terreno contaminato, rendendo il cambio delle calzature e il lavaggio igienizzante un obbligo cruciale per proteggere il patrimonio zootecnico e agricolo dell’intera valle.