Una donna di 69 anni è scivolata all’interno di una filiale bancaria di Casteggio, in provincia di Pavia, dopo un violento temporale. L’incidente, avvenuto nel 2023, le aveva provocato gravi fratture e reso necessario un intervento con protesi d’anca.
La cliente, abituale frequentatrice della filiale, aveva attribuito la responsabilità della caduta alle condizioni del pavimento. Secondo la sua ricostruzione, l’acqua portata all’interno dai clienti non sarebbe stata accompagnata da adeguate misure di sicurezza: in particolare, la donna aveva contestato l’assenza di segnalazioni e di tappeti assorbenti.
La domanda respinta dal giudice
Per le conseguenze riportate, la 69enne aveva chiesto un risarcimento superiore a 95mila euro. La domanda è stata però respinta dal Tribunale di Pavia, che ha valutato diversamente la dinamica e le condizioni presenti nella filiale al momento dell’incidente.
Secondo il giudice, l’acqua sul pavimento era visibile e il rischio connesso alla sua presenza era prevedibile, considerando il violento temporale che si era verificato poco prima. Da questa valutazione è derivata la conclusione che la cliente avrebbe dovuto prestare maggiore attenzione mentre si trovava all’interno dell’istituto.
Le spese legali
Il rigetto della domanda non ha riguardato soltanto la somma richiesta per i danni fisici. La donna è stata infatti condannata anche al pagamento di circa 39mila euro di spese legali, sostenute nel procedimento. La decisione chiude così, allo stato, la controversia sull’eventuale responsabilità della filiale per la caduta.