Assaggio esclusivo

Nancy Walton Laurie sceglie il Buttafuoco dell’Oltrepò

La ricca ereditiera statunitense ha richiesto l’annata 2020 di Andrea Picchioni durante una tappa a Portofino.

Nancy Walton Laurie sceglie il Buttafuoco dell’Oltrepò

Il Buttafuoco dell’Oltrepò è stato scelto per una degustazione riservata a bordo del mega yacht Kaos, durante una tappa della vacanza estiva di Nancy Walton Laurie nelle acque di Portofino. L’ereditiera americana, appartenente alla dinastia della catena Walmart, ha chiesto di assaggiare il rosso da invecchiamento prodotto nell’Oltrepò Pavese.

La richiesta è arrivata dopo un itinerario che aveva toccato Maiorca, la Sicilia, Capri e la Toscana. Grazie ai contatti con gli organizzatori italiani, la scelta è caduta sul Buttafuoco Riva Bianca, annata 2020, prodotto da Andrea Picchioni, viticoltore di Canneto Pavese conosciuto per la sua attività nel settore dei vini rossi.

La degustazione sullo yacht

Il vino è stato portato sul Kaos per un incontro con la miliardaria americana e altri sei ospiti. Picchioni, che non ha potuto partecipare personalmente per motivi personali, ha affidato la degustazione ai propri collaboratori. Il produttore ha definito l’occasione un motivo di orgoglio per sé e per l’intero territorio oltrepadano.

Il Kaos è uno yacht di 110 metri, ereditato da Nancy Walton Laurie dalla cugina Alice. Secondo le informazioni riportate, il valore dell’imbarcazione è stimato in 300 milioni di dollari. La nave dispone di 15 cabine e può accogliere fino a 30 persone, oltre a 45 membri dell’equipaggio.

A bordo sono presenti anche un eliporto, una piscina, una palestra e un beach club. La degustazione ha così portato un’etichetta dell’Oltrepò Pavese in un contesto internazionale, collegando la produzione vitivinicola di Canneto Pavese alla vacanza della ricca ereditiera statunitense.

Un riconoscimento per il territorio

Il Riva Bianca è indicato come un vino pluripremiato, con riconoscimenti citati nell’ambito di Slow Wine, Viniplus e Ais. L’assaggio privato sullo yacht ha rappresentato per il produttore un’occasione di visibilità e, nelle sue parole, un riconoscimento rivolto non soltanto alla cantina ma anche all’area di produzione.