Ogni giorno produciamo milioni di foto, messaggi e documenti, vivendo in un’epoca in cui tutto sembra destinato a restare per sempre. Tuttavia, la vera memoria ha ancora bisogno di qualcuno che la custodisca. A Milano, quel qualcuno è un robot.
Il robot si chiama Ansperto, in onore di un vescovo del IX secolo noto per il suo contributo alla diffusione del sapere. Ansperto lavora presso la Cittadella degli Archivi di Niguarda, il più grande archivio comunale d’Europa, in grado di conservare fino a 200 chilometri lineari di documenti.
Il ruolo di Ansperto
Il compito di Ansperto non è quello di sostituire le persone, ma di recuperare e movimentare migliaia di faldoni in un ambiente controllato, privo di ossigeno per prevenire incendi. Inoltre, utilizza sistemi automatici che garantiscono la conservazione della carta nel tempo, dimostrando così come la tecnologia possa essere utile.
È un paradosso dei nostri tempi: mentre l’intelligenza artificiale genera contenuti sempre nuovi, qui la tecnologia è impiegata per proteggere il passato. All’interno di quei fascicoli si trovano pratiche edilizie, atti amministrativi e pezzi della storia di Milano, che rappresentano la vita di milioni di cittadini. Questa memoria non può essere lasciata al caso, ma oggi passa anche attraverso l’automazione.
Un futuro che guarda al passato
In una città che si proietta verso il futuro, Ansperto lavora ogni giorno per garantire che il passato non venga dimenticato. La sua presenza rappresenta un passo importante nella gestione degli archivi, unendo innovazione e rispetto per la storia.