Il contratto è finalmente pronto. Dopo 26 anni dall’assegnazione al comune, un bene confiscato verrà messo a reddito. La decisione è quella di affittarlo ai privati, in quanto da qualche anno è possibile farlo. L’unico vincolo è che il ricavato, pari a 6300 euro all’anno, venga destinato a scopi sociali.
Il bene confiscato di via Seregni è uno dei due a Vigevano che non sono ancora stati assegnati. Un tempo di proprietà del boss mafioso Salvatore Di Marco, l’appartamento venne confiscato e assegnato al comune. Tuttavia, tutti i tentativi di affidarlo a un’associazione di volontariato sono andati a vuoto, poiché questa era l’unica pratica concessa per legge riguardo ai beni confiscati.
Decadenza del vincolo di affitto
In passato, il legislatore aveva imposto un divieto di affitto ai privati, temendo che i beni confiscati alla mafia potessero ritornare in possesso dei boss tramite prestanome. Questo vincolo, però, è decaduto. Così, a gennaio, il comune di Vigevano ha deciso di affittare l’appartamento ai privati. In questi giorni è stato elaborato uno schema di concessione per il bene.
Si tratta di un appartamento di 116 metri quadrati con un box auto di 25 metri quadrati. Sarà concesso ad uso abitativo e l’affitto che dovrà essere corrisposto è di 6300 euro. Resta ora solo l’ex villa di Nino Zacco in corso Aldo Moro tra i beni confiscati alla mafia da assegnare.
Vigevano è stata la prima città in Italia nel 1992 a confiscare i beni del clan Valle, oggi tutti a disposizione di associazioni di volontariato, dopo il loro primo arresto.