Viabilità pavese

Ponte della Becca, lavori al via tra febbraio e marzo 2027

Anas illustra piano, costi e gestione delle fasi operative per aumentare la capacità fino a 26 tonnellate

Ponte della Becca, lavori al via tra febbraio e marzo 2027

I lavori di consolidamento del Ponte della Becca entreranno nella fase operativa tra febbraio e marzo 2027. L’intervento, dal valore complessivo di circa 16,7 milioni di euro, punta a rafforzare l’infrastruttura e ad aumentarne la capacità portante fino a 26 tonnellate, migliorando il collegamento tra il Pavese e l’Oltrepò.

La programmazione è stata illustrata da Anas durante l’incontro svoltosi il 27 ottobre 2026 nella Prefettura di Pavia. Alla riunione, presieduta dal prefetto, hanno partecipato il presidente della Provincia, i sindaci dei Comuni interessati e gli altri soggetti coinvolti nella gestione della viabilità.

Interventi coordinati sulla viabilità

Il cantiere riguarderà il ponte lungo la strada statale 617 Bronese. La prima fase interesserà esclusivamente le sottostrutture e potrà essere realizzata senza introdurre limitazioni alla circolazione sull’impalcato. In seguito, le lavorazioni si estenderanno progressivamente alle altre componenti dell’opera.

Anas ha confermato che le attività destinate a incidere sulla viabilità saranno organizzate evitando la sovrapposizione con gli interventi di Rete ferroviaria italiana sul ponte di Bressana Bottarone. L’obiettivo è scongiurare la contemporanea presenza di due cantieri strategici per la mobilità del territorio pavese.

Le modalità di organizzazione saranno definite insieme agli enti locali durante l’avanzamento dei lavori. Le eventuali restrizioni alla circolazione verranno calibrate in base alle necessità delle singole lavorazioni, con l’intento di contenere i disagi per gli automobilisti e le ripercussioni sui collegamenti.

Portata elevata, ma niente TIR

Il progetto prevede interventi sulle componenti metalliche e murarie, sulle pile, sulle spalle e sugli altri elementi necessari a garantire sicurezza, durata e funzionalità della struttura. Al termine del consolidamento, la portata sarà portata fino a 26 tonnellate.

L’aumento consentirà il passaggio di categorie di veicoli oggi soggette a restrizioni, compresi i mezzi commerciali e quelli destinati al trasporto pubblico. Il ponte non sarà però trasformato in un percorso per il traffico pesante: TIR e autoarticolati resteranno esclusi perché incompatibili con le caratteristiche di esercizio dell’infrastruttura.

Per controllare il rispetto del limite di massa è previsto un sistema integrato di gestione degli accessi, con pese dinamiche capaci di rilevare il peso dei veicoli in movimento e vincoli fisici per impedire l’ingresso dei mezzi non compatibili. Il progetto comprende anche una nuova rotatoria a Mezzanino, destinata a regolare i flussi diretti verso il ponte.

Prefettura, Provincia di Pavia, Comuni, Anas e gli altri enti coinvolti continueranno a confrontarsi per coordinare le misure operative e la gestione della circolazione. Il risultato atteso è il recupero di una struttura di rilievo per il territorio, con una maggiore capacità di transito senza consentire il passaggio dei mezzi pesanti incompatibili.