Jerome, 32 anni, originario del Camerun, e sua moglie sono rimasti senza casa dopo lo sfratto dall’appartamento in cui vivevano a Pavia. Dallo scorso 18 settembre la coppia è costretta a vivere in macchina, dopo che il coinquilino dell’uomo non ha versato la propria parte dell’affitto.
Il debito accumulato ammontava a meno di mille euro. Il proprietario dell’abitazione, inoltre, aveva già trattenuto una cauzione di 700 euro, ma ha comunque scelto di procedere per vie legali fino all’esecuzione dello sfratto. La vicenda ha lasciato la coppia senza una soluzione abitativa stabile.
Le richieste di aiuto
Prima di perdere la casa, Jerome si era rivolto alla Caritas e ai servizi sociali del Comune di Pavia per cercare un’alternativa. Nel frattempo ha anche perso il lavoro, rendendo ancora più difficile affrontare il problema economico e trovare un nuovo alloggio.
Alle difficoltà della coppia si aggiunge la mancanza di una sistemazione comune. Come soluzione temporanea è stato proposto a Jerome un posto in un dormitorio maschile di Pavia, mentre per la moglie è stata indicata una struttura femminile a Voghera. L’ipotesi, però, non risolverebbe il problema della famiglia, che verrebbe divisa in due città diverse.
L’appello sul diritto alla casa
L’Assemblea per il diritto alla casa ha riportato il caso all’attenzione pubblica e torna a chiedere interventi strutturali per affrontare l’emergenza abitativa nel territorio pavese. L’organizzazione si sta preparando allo sciopero generale previsto per venerdì 30 ottobre e collega la vicenda di Jerome e della moglie a una situazione più ampia di fragilità abitativa.
La storia evidenzia le conseguenze che può avere un mancato pagamento all’interno di una convivenza, anche quando la somma contestata è contenuta e una parte della cauzione è già disponibile. Per la coppia, al momento, resta aperta la necessità di trovare una sistemazione stabile e condivisa.