Emergenza rifiuti

Dopo il verdetto, a Mortara resta il nodo del sito ex Bertè

La condanna dell’ex titolare riaccende l’attenzione sulle 17mila tonnellate ancora da smaltire in via Fermi.

Dopo il verdetto, a Mortara resta il nodo del sito ex Bertè

La sentenza d’appello sull’incendio doloso dell’ex Eredi Bertè di Mortara chiude il procedimento penale, ma lascia aperta la questione della bonifica dell’area. Il rogo aveva distrutto la fabbrica di rifiuti speciali di via Fermi e, a distanza di anni, nel sito restano ancora materiali da rimuovere e smaltire.

La decisione della Corte

L’ex titolare Vincenzo Bertè ha concordato una pena di quattro anni e otto mesi per i reati contestati nel procedimento. Oltre all’incendio doloso, l’imputato doveva rispondere anche di bancarotta fraudolenta, false fatturazioni e riciclaggio.

Nel processo si era costituita parte civile l’associazione ambientalista Futuro sostenibile in Lomellina. Al termine del procedimento, all’organizzazione è stata riconosciuta una provvisionale di 25mila euro. La pronuncia ha suscitato soddisfazione tra i rappresentanti politici e gli ambientalisti che, negli anni, hanno seguito la vicenda e sollecitato l’accertamento delle responsabilità.

La richiesta di intervenire sull’area

Accanto al giudizio positivo sulla sentenza, il tema centrale resta la messa in sicurezza dell’ex stabilimento. Le realtà impegnate sulla vicenda chiedono alle istituzioni risposte chiare sul piano ambientale e l’avvio delle operazioni necessarie per risanare il sito di via Fermi.

Secondo quanto riportato, nell’area sono ancora presenti 17mila tonnellate di rifiuti, in parte combusti. Si tratta dei materiali che dovranno essere smaltiti attraverso gli interventi di bonifica. Tra le forze che hanno continuato a chiedere un intervento figura il circolo mortarese di Rifondazione Comunista, che dopo la sentenza ha nuovamente richiamato l’attenzione delle istituzioni sulla situazione del sito.

Il procedimento penale ha dunque definito il quadro delle responsabilità contestate, mentre per la comunità locale rimane da affrontare la fase ambientale. L’obiettivo indicato dai rappresentanti politici e dalle associazioni è accelerare la messa in sicurezza dell’area e arrivare alla rimozione dei rifiuti ancora presenti nell’ex impianto.