Si apre uno spiraglio per il futuro della Tapi di Villanterio, lo stabilimento del gruppo farmaceutico Teva maggiormente coinvolto nella procedura di licenziamento collettivo annunciata dalla multinazionale. Nei giorni scorsi si è svolto un nuovo incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, durante il quale Teva ha aggiornato le parti sull’interesse manifestato da alcune società per il sito pavese.
Le interlocuzioni con le aziende
Secondo quanto riferito dall’azienda al ministero, sono state individuate e contattate 31 società potenzialmente interessate all’acquisto dello stabilimento. Quattro di queste hanno sottoscritto accordi di riservatezza, mentre una ha già presentato una proposta non vincolante.
Le interlocuzioni proseguiranno ora con l’obiettivo di verificarne la concretezza e di valutarne le prospettive industriali e occupazionali. Dal Mimit fanno sapere che il confronto resta orientato alla ricerca di una soluzione capace di garantire un futuro al sito di Villanterio e di salvaguardare i livelli occupazionali.
La procedura negli altri stabilimenti
La vicenda rientra nel piano annunciato nei mesi scorsi da Teva, che prevede una riduzione del 20 per cento del personale in Italia. Il piano coinvolge complessivamente 93 lavoratori tra Lombardia e Piemonte e comprendeva anche la chiusura dello stabilimento di Villanterio.
Dopo gli scioperi e le proteste organizzate dai sindacati, la multinazionale ha rivisto almeno parzialmente la decisione. Per gli stabilimenti di Rho, Caronno e Santhià, la procedura di licenziamento si avvia invece alla conclusione attraverso il ricorso alla volontarietà, come indicato nella nota del ministero.
Il prossimo incontro al Mimit è fissato per il 5 novembre e servirà a fare il punto sull’andamento delle trattative e sulle prospettive per lo stabilimento di Villanterio.