Una donna senza dimora di 47 anni ha denunciato due aggressioni a sfondo sessuale subite nell’arco di un mese a Pavia. La vicenda ha riacceso l’attenzione sulle condizioni delle donne che vivono in strada e sulla necessità di predisporre strutture di accoglienza dedicate. A rilanciare l’appello è stato il vescovo Corrado Sanguineti, che ha sollecitato la politica a intervenire per garantire una sistemazione più sicura e adeguata.
Le aggressioni raccontate dalla donna
La 47enne, originaria dell’Est europeo, vive da alcuni anni ai margini della strada. Il primo episodio si sarebbe verificato di notte, quando la donna aveva trovato rifugio su alcuni gradini nella zona compresa tra il Comune e il convento di Canepanova. Un giovane si sarebbe disteso accanto a lei tentando di molestarla. La donna è riuscita a salvarsi urlando: le sue grida hanno attirato l’attenzione di un passante.
Il secondo episodio sarebbe avvenuto pochi giorni fa, mentre la donna si trovava in stazione. Un altro uomo l’avrebbe invitata ad appartarsi con lui, rivolgendole una proposta non richiesta. Dopo aver deciso di rendere pubblica la propria testimonianza, la donna è stata presa in carico dai servizi del territorio. L’assessore ai Servizi sociali Francesco Brendolise si è impegnato a individuarle un posto in una struttura della provincia in grado di gestire anche le sue condizioni di salute.
La richiesta di una struttura dedicata
In passato la donna era già stata accolta in una struttura, ma successivamente aveva ripreso a vivere in strada. In questi giorni, grazie all’unità di strada della Croce Rossa e ai frati di Canepanova, si trova in un alloggio temporaneo. La soluzione, però, non potrà essere mantenuta ancora a lungo. Da qui la richiesta del vescovo di realizzare quanto prima un punto di accoglienza rivolto alle donne senza dimora.
Sanguineti ha spiegato che intende incontrare don Franco Tassone, direttore della Caritas e componente del consiglio di amministrazione della fondazione Laboratorio di Nazareth. La fondazione è impegnata nel progetto Calis, che prevede anche uno spazio destinato a dormitorio femminile. L’iniziativa è sostenuta da Fondazione Monte di Lombardia e Intesa Sanpaolo per offrire supporto a donne in condizioni di fragilità.
Secondo il vescovo, le strutture Caritas di housing sociale dispongono di posti limitati e al momento risultano pieni. Anche i tempi di realizzazione del progetto Calis non sarebbero brevi. La vicenda della 47enne riporta così al centro il tema dell’accoglienza per le persone senza dimora, in particolare per le donne esposte a rischi di violenza, all’interno di un quadro segnato dall’emergenza abitativa e dall’aumento dei canoni di locazione.