Lavori pubblici

Nuova area per i Sinti, insediamento entro febbraio 2027

Ritrovamenti archeologici al vaglio della Soprintendenza: il Comune conferma il quadro economico da 590mila euro.

Nuova area per i Sinti, insediamento entro febbraio 2027

Il nuovo insediamento destinato alle famiglie Sinti di Pavia dovrebbe essere completato entro il 6 dicembre, mentre il trasferimento delle 13 famiglie oggi presenti nel campo di viale Resistenza è previsto entro l’8 febbraio 2027. Il cronoprogramma è stato illustrato giovedì sera in Consiglio comunale dall’assessora ai Lavori pubblici e vicesindaca Alice Moggi.

Il confronto in Consiglio comunale

La risposta è arrivata durante le instant question presentate dai consiglieri di opposizione Maria Eugenia Marchetti, della Lega, e Dante Labate, di Fratelli d’Italia. Al centro delle domande c’erano lo stato del cantiere, avviato il 18 agosto, e le conseguenze del ritrovamento di alcuni reperti archeologici affiorati dal terreno.

Il rinvenimento ha richiesto l’intervento della Soprintendenza, ma, secondo quanto riferito da Moggi, i lavori non sono mai stati sospesi. L’indicazione ricevuta dall’ente di tutela è stata quella di procedere con un livellamento del terreno nell’area interessata dallo scavo. Nel frattempo, ha spiegato l’assessora, sono proseguite le opere esterne alla zona sottoposta alle verifiche.

Reperti ancora da datare

Le analisi sui materiali ritrovati si trovano ancora in una fase preliminare. Non è quindi possibile stabilire a quale periodo storico appartengano né valutare con precisione eventuali ricadute sul calendario dell’intervento. Per questo, ha sottolineato l’amministrazione, è ancora prematuro stimare possibili variazioni dei tempi o dei costi.

Il quadro economico dell’opera resta al momento fissato in 590mila euro. L’obiettivo indicato in aula è completare il cantiere entro dicembre e consentire successivamente l’insediamento delle 13 famiglie provenienti dal campo di viale Resistenza. Il rispetto delle scadenze resta comunque legato agli esiti delle verifiche archeologiche e alle eventuali prescrizioni della Soprintendenza.