Esito stragiudiziale

A Voghera pacemaker dopo l’intervento: risarcito un 40enne

La somma resta riservata: l’intesa chiude la disputa sulle presunte criticità nella gestione della procedura cardiaca.

A Voghera pacemaker dopo l’intervento: risarcito un 40enne

Un intervento programmato per trattare una patologia cardiaca congenita si è trasformato in una complicanza e in un lungo contenzioso per un quarantenne residente a Voghera. Al termine della vicenda, il paziente ha ottenuto un risarcimento economico da una clinica di Milano. L’importo non è stato reso noto perché l’accordo raggiunto tra le parti contiene una clausola di riservatezza.

L’intervento e la complicanza

I fatti risalgono al marzo 2023, quando l’uomo, descritto in buone condizioni generali, era stato ricoverato per sottoporsi ad alcuni esami strumentali e, se indicato, a un’ablazione mediante radiofrequenza. La procedura viene utilizzata per trattare la via anomala associata alla sindrome di Wolff-Parkinson-White, una malformazione cardiaca.

Secondo la ricostruzione sostenuta dalla difesa del paziente, durante l’intervento i monitor avrebbero evidenziato, dopo la prima applicazione di energia, segnali di sofferenza del sistema di conduzione cardiaca. I legali contestano che, nonostante tali segnali, sarebbe stata eseguita una seconda applicazione. In seguito, sempre secondo quanto riportato nelle contestazioni, si sarebbe verificato un arresto cardiaco durato alcuni secondi.

Il problema, secondo la ricostruzione della difesa, non si sarebbe risolto nelle ore successive. Per stabilizzare le condizioni dell’uomo si sarebbe quindi reso necessario un intervento urgente con l’impianto di un pacemaker bicamerale, oltre all’avvio di una terapia farmacologica. Da quel momento, il quarantenne avrebbe dovuto affrontare controlli periodici, cure specifiche e la necessità di convivere permanentemente con il dispositivo.

La contestazione e l’accordo

Assistito dall’avvocato Nicolò Lobianco, il paziente ha avviato un contenzioso nei confronti della struttura sanitaria, contestando presunte responsabilità nella gestione del caso. Tra gli aspetti sottoposti all’attenzione dei legali figurano la presunta mancata esecuzione di alcuni accertamenti preventivi non invasivi, la mancata valutazione di possibili tecniche alternative e presunte carenze nelle informazioni fornite prima dell’intervento.

Le contestazioni hanno riguardato anche il consenso informato e l’adeguata illustrazione dei rischi collegati alla procedura. La controversia, tuttavia, non è arrivata davanti a un giudice: le parti hanno scelto di definire la vicenda attraverso una transazione stragiudiziale.

L’intesa prevede il pagamento di un risarcimento al paziente e, contestualmente, l’obbligo di non divulgare la somma concordata. Con la firma dell’accordo, il contenzioso è stato chiuso sul piano legale. Restano per il quarantenne le conseguenze dell’accaduto, tra la presenza del pacemaker e le necessità terapeutiche e di controllo legate alle sue condizioni.