L’archiviazione di Mario Venditti non ha chiuso il confronto nato attorno agli sviluppi giudiziari del caso di Garlasco. L’ex pubblico ministero di Pavia era stato accusato di corruzione in atti giudiziari in relazione alla prima indagine su Andrea Sempio, ma la sua posizione è stata successivamente archiviata.
Dopo il provvedimento, lo scontro si è spostato sulle dichiarazioni pubbliche relative all’inchiesta condotta nei confronti dell’ex magistrato. A intervenire è stato il suo difensore, Domenico Aiello, che ha contestato le parole pronunciate da Andrea Gaboardi, presidente dell’Associazione nazionale magistrati di Brescia.
La difesa dell’ex pm
Secondo Aiello, la reputazione di Venditti sarebbe stata compromessa durante la vicenda. L’avvocato ha sostenuto che una carriera professionale costruita in quarant’anni di servizio allo Stato sia stata danneggiata da una rappresentazione pubblica ritenuta particolarmente negativa e amplificata dai mezzi di informazione.
La presa di posizione del legale è arrivata in risposta alle valutazioni espresse da Gaboardi sulle due magistrate che, negli ultimi mesi, hanno lavorato al fascicolo riguardante Venditti. Il presidente dell’Anm di Brescia aveva difeso il loro operato, respingendo le critiche rivolte alle colleghe.
Il confronto sulle indagini
Gaboardi aveva definito indecorosi gli attacchi alle magistrate e aveva sostenuto che le professioniste avessero svolto il proprio lavoro con scrupolo e acribia. Le sue parole si inseriscono nel dibattito seguito agli accertamenti sull’ex pm e al collegamento della vicenda con la prima indagine su Andrea Sempio.
La replica della difesa riapre così il confronto tra chi considera corretto e accurato il lavoro svolto dalle magistrate e chi, invece, ritiene che l’esposizione pubblica dell’inchiesta abbia prodotto conseguenze gravi sull’immagine di Venditti. Al centro resta l’archiviazione dell’accusa di corruzione in atti giudiziari, che non ha però eliminato le polemiche sul modo in cui la vicenda è stata raccontata e discussa.