Biodiversità

Ibis sacri, M5S contro gli abbattimenti autorizzati in Lombardia

Il provvedimento divide ambientalisti e sostenitori della tutela naturale

Ibis sacri, M5S contro gli abbattimenti autorizzati in Lombardia

A Mortara e nel territorio lombardo torna al centro del confronto la presenza degli ibis sacri, uccelli originari dell’Africa e del vicino Oriente che negli anni si sono diffusi nella Pianura Padana. La discussione riguarda il loro impatto sull’ambiente e le modalità con cui limitarne la presenza.

Gli ibis vengono considerati dannosi per la biodiversità e per l’ecosistema. Anche gli ambientalisti, secondo quanto riportato, condividono la necessità di contenere il fenomeno. Il punto di divisione riguarda però gli strumenti da utilizzare per raggiungere questo obiettivo.

La deroga regionale

La Regione Lombardia ha autorizzato i cacciatori ad abbattere gli esemplari attraverso una deroga che definisce l’ibis sacro una specie invasiva. Il provvedimento ha aperto un confronto sul ricorso agli abbattimenti come soluzione per ridurre la presenza degli animali, ormai considerati endemici in Pianura Padana.

La scelta è già stata criticata dal Wwf pavese e incontra anche l’opposizione del Movimento 5 Stelle. A esprimere la posizione del partito è Lorenzo Goppa, assessore all’ambiente del Comune di Pavia e responsabile regionale dei giovani 5 Stelle.

Il confronto sul metodo

La contrarietà non riguarda quindi soltanto la valutazione dell’impatto degli ibis, ma soprattutto il metodo individuato dalla Regione per affrontare il problema. Da una parte viene indicata la necessità di limitare una presenza ritenuta rischiosa per gli equilibri naturali; dall’altra viene contestata la possibilità di procedere con l’abbattimento degli animali.

Il caso coinvolge amministratori locali, associazioni ambientaliste e istituzioni regionali, in un dibattito che si concentra sull’equilibrio tra tutela dell’ecosistema e gestione della fauna. La posizione del Movimento 5 Stelle si aggiunge così alle critiche già espresse dal Wwf pavese contro l’autorizzazione.