È stato pubblicato di recente Storia, attualità e futuro dell’olivo nelle colline dell’Oltrepò pavese, un volume dedicato alla presenza e alle prospettive dell’olivicoltura nel territorio oltrepadano. Il libro racconta la storia della coltivazione, la situazione attuale e le possibilità di sviluppo di una produzione considerata alternativa a quella della vite.
Secondo i dati riportati nel progetto, oggi nell’Oltrepò pavese sono coltivati circa 80 ettari di ulivi. La diffusione della pianta viene collegata anche alle trasformazioni del clima e all’aumento delle temperature, fattori che stanno modificando le condizioni delle coltivazioni tradizionali sulle colline del territorio.
Una storia che risale a duemila anni fa
La pubblicazione ricorda che l’olivicoltura locale ha radici antiche, con una storia che risale a duemila anni. La ripresa di questa coltivazione viene quindi presentata come una riscoperta di una presenza già conosciuta nell’area, oggi rivalutata alla luce delle nuove sfide ambientali e agricole.
Nel progetto si sottolinea in particolare la maggiore resistenza dell’olivo al caldo e alla siccità rispetto alla vite. L’olivo, definito una pianta steno-mediterranea, viene indicato come una coltura capace di affrontare meglio le condizioni determinate dal cambiamento climatico, pur all’interno di un quadro agricolo in evoluzione.
Le presentazioni del volume
Il libro è stato stampato in 400 copie. Sono previste presentazioni al Comune di Pavia e alla Fondazione Riccagioia di Torrazza Coste, oltre che probabilmente in altri centri dell’Oltrepò.
Il volume è disponibile anche in formato online, consultabile e scaricabile attraverso alcuni siti internet, tra cui il portale del progetto Olioltrepo. La pubblicazione raccoglie così gli elementi storici e attuali della coltivazione e le prospettive legate alla possibile diffusione dell’olivo nell’area oltrepadana.