La famiglia di Davide deve sostenere direttamente le spese per accompagnare il padre, amputato alle gambe e invalido al 100%, alle visite mediche. L’uomo è ospite di una casa di riposo a Gambolò e necessita di controlli frequenti, spesso presso strutture situate fuori zona. Per raggiungere l’ospedale più vicino, a Vigevano, viene utilizzata un’ambulanza della Croce Rossa, che provvede al trasferimento dalla residenza sanitaria assistenziale e al successivo rientro.
Secondo quanto riferito dal figlio, per ciascun trasporto la famiglia paga 116 euro. La somma comprende il viaggio di andata, quello di ritorno e un’ora e mezza di attesa. Quando il tempo stabilito viene superato, è previsto un ulteriore addebito di 40 euro per ogni ora o frazione di ora. Una spesa che, nel caso descritto, si ripresenta con cadenza settimanale.
Un onere ripetuto ogni settimana
Il padre di Davide percepisce una pensione minima e, nonostante l’invalidità totale, deve affrontare costi che la famiglia considera difficili da sostenere nel lungo periodo. Il figlio, che è anche amministratore di sostegno, ha raccontato la situazione alla propria emittente per richiamare l’attenzione sulle difficoltà vissute da chi deve garantire spostamenti indispensabili per visite e controlli.
Il nodo, spiega la famiglia, riguarda la mancata copertura delle spese di trasporto per le visite ambulatoriali. In base a quanto riferito, la normativa regionale non prevede il rimborso degli spostamenti per le persone con invalidità, anche quando questa è totale. Di conseguenza, il costo dei viaggi resta interamente a carico del privato, compresi i trasferimenti necessari per raggiungere l’ospedale e rientrare nella struttura di assistenza.
L’appello alle istituzioni
Davide ringrazia la Croce Rossa per il servizio prestato al padre, ma chiede alle istituzioni una risposta sul problema dei trasporti. Il suo appello, afferma, riguarda anche altre famiglie che si trovano a dover organizzare accompagnamenti analoghi per parenti non autosufficienti o con gravi disabilità.
La vicenda mette così in evidenza il peso economico sostenuto dalle famiglie quando una persona fragile deve sottoporsi a visite fuori dalla struttura in cui è accolta. Nel caso del padre di Davide, la distanza, la durata degli appuntamenti e la necessità di ricorrere ogni volta a un’ambulanza trasformano ogni controllo medico in una spesa ricorrente.