Svolta giudiziaria

Arrestato per l’omicidio di Roberto Iabichella

Gli accertamenti hanno rilevato lesioni e strangolamento; contestati anche rogo e distruzione del cadavere.

Arrestato per l’omicidio di Roberto Iabichella

Quello che inizialmente poteva apparire come un incendio domestico è stato ricostruito dagli investigatori come un omicidio. Roberto Iabichella era stato trovato morto carbonizzato all’interno del suo appartamento di via Foscolo 6, a Vigevano, dove nella giornata di domenica 23 agosto era divampato un incendio.

L’intervento del Pubblico ministero di turno ha dato impulso agli accertamenti. La Procura della Repubblica di Pavia ha affidato alla Squadra Mobile della Questura di Pavia una serie di attività urgenti per ricostruire le ultime ore di vita della vittima, le sue frequentazioni e quanto accaduto prima della morte.

Le lesioni e la falsa pista

Gli esami svolti dalla Polizia di Stato e i primi riscontri medico-legali hanno modificato progressivamente il quadro. Sul corpo di Iabichella sono state riscontrate gravi lesioni al volto e segni ritenuti riconducibili a uno strangolamento. Secondo l’ipotesi della Procura, questi elementi hanno escluso una morte provocata dal solo incendio e indirizzato le indagini verso un’azione omicidiaria.

Nella ricostruzione investigativa avrebbe avuto un ruolo anche il tentativo di costruire una falsa pista. Secondo quanto emerso dagli accertamenti e condiviso dal Giudice per le indagini preliminari, l’autore del delitto avrebbe utilizzato il cellulare della vittima per inviare messaggi dal contenuto affettivo e di commiato, con l’obiettivo di far apparire la morte come un gesto suicidario.

In un secondo momento sarebbe stato appiccato il fuoco nella camera da letto dove si trovava il cadavere. Per l’accusa, l’incendio sarebbe servito a occultare o cancellare le tracce del delitto. Gli investigatori hanno acquisito e analizzato i filmati delle telecamere di videosorveglianza presenti nelle zone ritenute di interesse, oltre ai dati relativi al traffico telefonico delle utenze potenzialmente coinvolte.

L’arresto e gli accertamenti ancora aperti

La Squadra Mobile ha inoltre ricostruito gli accessi all’edificio, gli spostamenti della vittima e le attività svolte nelle ore precedenti alla sua morte. A questi elementi si sono aggiunte le dichiarazioni raccolte dalle persone informate sui fatti. L’attività investigativa ha portato all’individuazione di F.M., ritenuto gravemente indiziato dei reati di omicidio aggravato, incendio e distruzione di cadavere.

Nella giornata di domenica 6 settembre 2026, la Squadra Mobile della Questura di Pavia ha eseguito nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. di Pavia su richiesta della Procura della Repubblica. Contestualmente all’arresto è stata effettuata una perquisizione.

L’inchiesta non è conclusa. Gli investigatori proseguono gli accertamenti per completare la ricostruzione della dinamica e raccogliere ulteriori elementi utili a chiarire quanto accaduto nell’appartamento. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari: l’indagato deve quindi essere considerato presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.