La comunità di Mortara e la diocesi di Vigevano hanno dato l’ultimo saluto a don Giambattista, conosciuto da tutti come don Gianni Camana, morto improvvisamente all’età di 77 anni. Il sacerdote è deceduto giovedì 13 agosto per cause naturali, a seguito di un malore. A dare l’allarme era stata la sorella, preoccupata perché non riusciva a mettersi in contatto con lui. Raggiunta l’abitazione, la donna ha fatto la tragica scoperta; l’intervento del personale sanitario non ha potuto fare altro che constatare il decesso.
L’ultimo saluto nell’abbazia di Santa Croce
Le esequie si sono svolte nella mattinata di lunedì 17 agosto nell’abbazia di Santa Croce, affollata all’interno e circondata da numerosi fedeli, arrivati anche dopo la veglia di preghiera della sera precedente. La liturgia funebre è stata presieduta dal vescovo di Vigevano, monsignor Maurizio Gervasoni, affiancato dall’arcivescovo emerito monsignor Vincenzo Di Mauro, dal vicario generale monsignor Angelo Croera, dal diacono Gianni Bocca e da circa quaranta sacerdoti diocesani.
Tra i concelebranti erano presenti il parroco di Mortara, don Marco Torti, e il coadiutore don Carlo Cattaneo. In prima fila, commossi, anche don Florindo Arenghi, don Virginio Cantoni e don Emilio Pastormerlo, ordinati insieme a don Gianni nel 1977. Accanto al feretro si sono stretti i fratelli Gigi, Grazia e Claudia con le loro famiglie. Per l’amministrazione cittadina hanno partecipato il sindaco Fabio Farina e gli assessori Alberto Paglino e Cenzina De Biase.
Nell’omelia, il vescovo Gervasoni ha ricordato il sacerdote come una figura capace di offrire una testimonianza concreta e una sapienza in grado di lasciare tracce nelle generazioni. Prima della conclusione del rito, don Piero Rossi Borghesano ha ripercorso le principali tappe della sua vita e del suo ministero.
Gli incarichi e l’impegno pastorale
Nato a Mortara il 6 luglio 1949, don Gianni aveva iniziato gli studi universitari in medicina prima di entrare in seminario. Ordinato sacerdote nel 1977, fu vicario parrocchiale a Santa Croce fino al 1984 e successivamente prestò servizio a Garlasco, dal 1984 al 1989. Dal 1990 al 2006 fu prevosto a Ottobiano e, per un decennio, amministratore parrocchiale a Valeggio. Per quasi vent’anni, tra il 1992 e il 2010, diresse inoltre l’Ufficio Catechistico Diocesano.
Nel 2006 tornò a Mortara come guida della parrocchia di Santa Croce, assumendo dal 2008 anche la reggenza di San Pio X. Rimase alla guida della comunità fino al 2017 e, fino al 2020, fu cappellano dell’Ospedale Asilo Vittoria. Durante il suo ministero lavorò alla costruzione di una maggiore collaborazione tra le realtà parrocchiali cittadine, contribuendo all’unificazione degli oratori presso la sede del Cappa Ricci.
Il suo impegno riguardò anche la ricerca di risorse per gli interventi alla chiesa della Madonna del Campo, all’abbazia di Santa Croce e all’organo Mascioni. Nel ricordo della comunità resta così il profilo di un sacerdote attento alla formazione, ai rapporti umani e alla cura del patrimonio religioso.
Alla cronaca delle esequie si unisce la testimonianza personale di Emanuele Gallotti, legato alla famiglia Camana da una lunga amicizia. Il primo incontro risale al maggio 1978, quando don Gianni, appena ordinato, partecipò a una mostra di pittura accompagnando Angelo Gallotti, zio dell’autore e futuro sacerdote. Nel corso degli anni il rapporto è proseguito attraverso un dialogo costante e affettuoso, alimentato anche dalla comune sensibilità religiosa e dalla storia condivisa delle due famiglie.
Il ricordo si concentra sulla disponibilità di don Gianni, sulla sua attenzione alla preghiera e sulla capacità di coltivare relazioni profonde. Con la conclusione delle esequie, la comunità e i familiari ne custodiscono la memoria come quella di un pastore sereno e generoso, impegnato per molti anni nella vita ecclesiale e sociale del territorio.