Alberto Stasi, 43 anni, non tornerà a Garlasco, nemmeno durante le due settimane di chiusura estiva dell’ufficio milanese in cui lavora dal 2023. L’uomo, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per l’omicidio di Chiara Poggi, ha lasciato a giugno il carcere di Bollate per l’affidamento in prova ai servizi sociali, dopo dieci anni di detenzione.
Stasi potrebbe rientrare nel comune in cui fu uccisa l’allora fidanzata, perché le prescrizioni a suo carico gli consentono di muoversi in Lombardia. Ha scelto però di restare nell’alloggio preso in affitto vicino agli zii, nell’hinterland di Milano. Qui trascorrerà il periodo di ferie dedicandosi, insieme ai suoi avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis, all’esame delle carte.
Le due ricostruzioni dell’indagine
Al centro del lavoro difensivo ci sono gli atti della vecchia indagine, quella che ha portato alla condanna di Stasi, e quelli della nuova attività investigativa che rimette in discussione la ricostruzione del delitto. In quest’ultima è comparso sulla scena del crimine Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, che secondo il testo attende un processo per omicidio.
Le posizioni dei due uomini restano distinte. Stasi ha appena concluso la fase più dura della vicenda giudiziaria con l’uscita dal carcere e l’ammissione all’affidamento in prova; Sempio, invece, è coinvolto nel nuovo procedimento e attende gli sviluppi processuali. I due non si frequentavano all’epoca dei fatti e, secondo quanto riportato, non hanno rapporti nemmeno oggi.
La scelta di non tornare a Garlasco
La madre di Stasi, Elisabetta Ligabò, aveva immaginato di accompagnare il figlio alla tomba di Chiara Poggi, a Pieve Albignola, dopo il suo ritorno in libertà. Il progetto non si realizzerà per ora: Stasi ha deciso di non tornare nel paese e di concentrarsi sullo studio degli elementi raccolti nelle due diverse fasi dell’inchiesta.
La revisione del processo resta quindi legata all’analisi degli atti da parte della difesa e al confronto tra la ricostruzione che ha portato alla sentenza definitiva e gli elementi emersi nella nuova indagine. Il lavoro sarà svolto durante la pausa estiva, mentre per Stasi prosegue il percorso esterno al carcere previsto dall’affidamento ai servizi sociali.