Spettacolo di gusto

Enzo De Caro porta in scena “Un’Odissea infinita” al Broletto

Il poeta e attore presenta un repertorio ispirato ad Ulisse, accompagnato da musicisti.

Enzo De Caro porta in scena “Un’Odissea infinita” al Broletto

Pavia. Questa sera, 9 agosto, alle ore 21.30, il Broletto ospiterà lo spettacolo Un’Odissea infinita, interpretato da Enzo De Caro. L’attore e poeta presenterà un viaggio tra le parole di scrittori, poeti e musicisti che hanno narrato la figura di Ulisse. Il progetto, ideato e diretto da Alessandra Pizzi, è già stato proposto in vari teatri italiani e torna ora a riscuotere interesse, anche grazie al recente successo del film di Christopher Nolan.

Durante lo spettacolo, De Caro sarà affiancato da due musicisti, Riccardo Cimino e Thierry Valentini. Tra le letture ci saranno anche brani di Fabrizio De André e di Francesco Guccini, offrendo così un omaggio a diversi artisti che hanno affrontato il tema dell’odissea personale. De Caro sottolinea che «questo spettacolo è volutamente un’Odissea senza Odissea», evidenziando come ciascun artista interpreti la propria versione del viaggio verso la ricerca di sé.

L’importanza dei classici

Nel suo monologo, De Caro richiama anche Franz Kafka, che immagina un silenzio delle sirene, considerato un simbolo di riflessione e comprensione: «Ulisse ascolta quel silenzio come la cosa più incantatrice perché raccoglie tutte le parole».

De Caro sostiene che la scrittura di Omero rappresenti la prima grande fiction della storia, costruita su flashback e racconti di un sopravvissuto. Questo legame con la narrativa contemporanea è ciò che giustifica il parallelo con il lavoro di Nolan, di cui ha apprezzato l’approccio geniale e personale, sottolineando come la guerra sia vinta non dalla forza, ma dall’astuzia.

Un amore per il teatro

Infine, De Caro ha accennato al suo ritorno in teatro con lo spettacolo L’avaro immaginario, confermando che il teatro rimane il suo primo amore sin dai tempi della Napoli degli anni Settanta, un periodo caratterizzato da fermento culturale e artistico, dove la voglia di discontinuità con il passato era palpabile.