Giustizia e ambiente

Il Tribunale di Milano condanna attivisti di Ultima Generazione per blitz ai monumenti

Sette attivisti condannati per il blitz all'Arco della Pace, il giudice esclude attenuanti.

Il Tribunale di Milano condanna attivisti di Ultima Generazione per blitz ai monumenti

Il Tribunale di Milano ha emesso una sentenza chiara riguardo alle azioni di protesta per l’ambiente, stabilendo che imbrattare monumenti non è un metodo accettabile. Questa decisione è stata presa in seguito al blitz avvenuto nel novembre 2023 all’Arco della Pace, per il quale sette attivisti di Ultima Generazione sono stati condannati.

La giudice Mariapia Blanda ha sottolineato che tali “azioni eclatanti” non contribuiscono alla tutela dell’ambiente, poiché compromettono la libertà collettiva di conservare e godere del patrimonio culturale. Di conseguenza, il tribunale ha escluso le attenuanti legate a motivi di particolare valore morale o sociale, così come lo stato di necessità invocato dalle difese. Nonostante la gravità della crisi climatica, il tribunale ha ritenuto che un gesto dimostrativo non avesse un nesso diretto con l’obiettivo di evitarne le conseguenze.

Dettagli della condanna

I sette attivisti sono stati condannati a quattro mesi di reclusione, con pena sospesa subordinata a lavori di pubblica utilità, e a una multa di mille euro ciascuno. Inoltre, dovranno risarcire oltre 97 mila euro per i costi sostenuti nel ripristino dell’Arco della Pace.

In un caso diverso, relativo a un blitz del 2022 alla Fabbrica del Vapore, il tribunale ha assolto cinque attivisti che avevano versato sacchi di farina sull’auto dipinta da Andy Warhol esposta in mostra. In quella circostanza, il giudice ha ritenuto che l’azione non avesse provocato danni all’opera né compromesso la mostra, che era stata interrotta solo per il tempo necessario a ripulire l’area. L’assenza di conseguenze concrete sul bene esposto ha portato all’assoluzione degli imputati.